apparecchi acustici: genesi, evoluzione e miglioramenti per sentire bene
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Apparecchi acustici: genesi, evoluzione e differenze

Apparecchi acustici: genesi, evoluzione e differenze

Gli apparecchi acustici sono delle particolari protesi mediche nate per correggere completamente o migliorare le disfunzioni del sistema uditivo. Quando non si è in grado di sentirci ben, gli apparecchi acustici sopperiscono alle mancanze uditive donando il perfetto equilibrio al nostro udito e quindi alla nostra qualità di vita.

Il sistema uditivo, o meglio ancora l’udito, è uno dei nostri 5 sensi. E’ il primo a formarsi, generalmente si forma al terzo mese di vita del feto. E sin da subito è in grado di trasformare gli stimoli acustici in sensazioni uditive (suoni). Sostanzialmente si può dire che preleva i segnali esterni e li trasforma per poi inviarli al nostro cervello, dove vengono decodificati e riconosciuti.

Al nostro orecchio ogni suono esterno ha la forma di un’onda sonora. Poi il complesso sistema uditivo di cui siamo forniti percepisce le onde sonore come precisi suoni definiti con precise caratteristiche di intensità, potenza e volume. Questo avviene in condizioni normali. In condizioni di deficit uditivo, invece, è opportuno scegliere la miglior soluzione di apparecchi uditivi.

Un apparecchio acustico è dunque quella protesi medica in grado di risolvere ogni disfunzione uditiva. Sono composti da un microfono, un amplificatore ed un ricevitore. Tutti gli apparecchi acustici sono fatti così.

Il microfono converte il suono in segnale elettrico, che poi viene indirizzato al ricevitore. Il suono poi amplificato (anche fino a mille volte, 60 db) viene poi portato all’interno del canale uditivo.

Tutti gli apparecchi acustici vengono progettati in funzione di esigenze specifiche ed alle caratteristiche della patologia del paziente. Questo adattamento rende funzionale e ottimale l’utilizzo degli apparecchi acustici.

I primi apparecchi acustici possono essere ricondotti al semplice uso delle mani che acostate al padiglione uditivo ne prolungano la curvatura dando così un maggior effetto imbuto e dunque più segnale acustico in entrata nel padiglione.

Gli apparecchi acustici più antichi: “i cornetti”

Gli apparecchi acustici più antichi, dopo l’uso delle mani, sono i cornetti, veri e propri imbuti che permettevano di ampliare notevolmente la curvatura e quindi la possibilità di captare un più ambio segnale uditivo che poi veniva convogliato nel padiglione uditivo.

Poi ci furono gli apparecchi uditivi a scatola, degli anni ’60. Questi apparecchi acustici sono formati da tre componenti principali: microfono, “elettronica di amplificazione” e ricevitore. La tecnologia del tempo però non consentiva una buona miniaturizzazione dei componenti, quindi le loro dimensioni erano simili a un “moderno” walkman a cassette.

 

A metà degli anni ’70 l’evoluzione dell’elettronica ci conduce agli apparecchi acustici retroauricolari.

Formati da due parti, in cui una è posizionate dietro al padiglione auricolare. Qui è posta tutta la componente elettronica. La seconda parte è detta la chiocciola. Costruita su misura del condotto acustico, ha al suo interno un tubicino che collegato alla parte elettronica porta il suono nel condotto acustico. Questi apparecchi acustici vengono detti “a forma di banana” e ben si adattano al retro del padiglione auricolare.

L’evoluzione di questi apparecchi acustici è notevole: seppure ancora analogici permettono di modellare la curva di risposta, in modo da adattarli notevolmente al portatore. Sono forniti di filtri tagli-suoni acuti e tagli-suoni bassi oltre ad essere in grado di effettuare la regolazione MPO (Massima Potenza di Uscita).

 

Gli apparecchi acustici endoauricolari: sono invece l’evoluzione degli anni ’80. La crescente miniaturizzazione dei circuiti elettronici consente di inserirli all’interno dell’orecchio. Questi apparecchi acustici oltre al vantaggio estetico hanno il microfono all’interno del padiglione uditivo, quindi in una posizione più naturale. L’endoauricolare così come il retroauricolare è stato prima completamente analogico, poi programmabile ed infine digitale.

A partire dagli anni ’90 sono apparsi poi i primi apparecchi acustici endoauricolari adatti ad affrontare anche sordità profonde.

Oggi ci sono diverse soluzioni adattabili al meglio per ogni necessità. Si può andare dagli apparecchi acustici “RITE” agli “Openfitting”. I RITE sono apparecchi acustici che uniscono le caratteristiche dell’endoauricolare e del retroauricolare, gli openfitting sono invece apparecchi più piccoli dei retroauricolari, ma con un piccolo tubicino che porta il suono nel condotto uditivo.

A tutto ciò oggi è possibile affiancare la tecnologia specifica di particolari ausili. Ovvero, accessori in grado di completare gli apparecchi acustici o l’impianto. Gli ausili più attuali, possono essere gli adattatori Bluetooth che convertono l’apparecchio in un auricolare Bluetooth. Tutto questo per garantire un udito ottimale ed una qualità della vita “normale”.

Per Noi di Udilife tutto ciò vuol dire prenderci cura del paziente al meglio e con le migliori tecnologie disponibili sul mercato.

Vieni e capirai di cosa parliamo…

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