Diabete e ipoacusia - Udilife
9822
post-template-default,single,single-post,postid-9822,single-format-standard,cookies-not-set,qode-core-1.0,suprema-ver-1.2,qodef-smooth-scroll,qodef-preloading-effect,qodef-mimic-ajax,qodef-smooth-page-transitions,qodef-blog-installed,qodef-header-standard,qodef-sticky-header-on-scroll-up,qodef-default-mobile-header,qodef-sticky-up-mobile-header,qodef-dropdown-default,wpb-js-composer js-comp-ver-4.12,vc_responsive

Diabete e ipoacusia

diabete e ipoacusia

Diabete e ipoacusia

Diabete e ipoacusia, ovvero: quanto è in relazione l’ipoacusia con diabete. Diciamo subito che c’è una relazione diretta tra le due malattie, quindi chi soffre di diabete avrà ripercussioni amplificate sulla sua ipoacusia. Ed inoltre, la presenza di ipoacusia potrebbe essere un campanello d’allarme per un diabete “incombente”.
Ma vediamo di capire meglio la relazione esistente.

Diabete e ipoacusia: fattori a rischio e controlli

diabete e ipoacusiaDiabete e ipoacusia hanno un aspetto su cui molti studi hanno riflettuto negli ultimi anni: l’ispessimento della coclea. In pratica, come recenti studi di settore hanno sostenuto, il diabete provoca l’ispessimento delle pareti dei vasi sanguigni della coclea (che è un organo interno dell’orecchio).
La coclea è irrorata dall’arteria cocleare. L’ispessimento dell’arteria provoca danni alla coclea che diventa così incapace di convertire i suoni percepiti in impulsi nervosi.
Un’altra tesi emersa da un ulteriore studio scientifico sostiene che il diabete incida direttamente sui nervi, alterando la trasmissione dell’impulso a livello del nervo acustico e delle vie uditive centrali.
Ecco perché alcuni studiosi ritengono l’ipoacusia un possibile campanello d’allarme per una futura degenerazione dell’organismo verso il diabete.

 

Alcuni approfondimenti fatti in questi studi sono degni di nota e di ulteriore riflessione da parte nostra e di chi soffre di questa malattia irreversibile.
Le persone che soffrono di diabete hanno alcuni fattori che favoriscono con più facilità un deficit uditivo.
Uno di questi è il colesterolo HDL. Se il suo livello è inferiore a 40 mg/dL si registra un aumento di 2,20 volte il rischio di sviluppare una perdita uditiva per le frequenze medio-gravi.
Altri fattori di rischio uditivo sono le malattie coronariche e la neuropatia periferica che produce una ipoacusia per le frequenze acute. In questo caso il rischio è calcolato con un aumento di 4,39 – 4,42 volte in più.
Quindi il monito che emerge da questi studi è quello di ascoltare il diabete, capirne sempre meglio il coinvolgimento del nostro organismo per prevenire altri elementi invalidanti.
audiometria udilife roma

“Queste patologie sono da osservare con attenzione…”

test uditivo otoscan
Per questo motivo, per monitorare una possibile insorgenza del diabete è bene non sottovalutare la nostra ipoacusia. E’ bene effettuare almeno una volta l’anno un test audiometrico, per evitare rischi maggiori.
Bisogna sempre tenere sotto osservazione il funzionamento dell’udito, ma in presenza di diabete bisogna farlo con maggior necessità.
Questo suggeriscono gli specialisti del diabete. Queste le cause ed i rischi.
Dunque, per chi soffre di diabete, sarebbe bene inserire un controllo uditivo annuale. Monitorare le variazioni glicemiche anche da questo punto di vista, perché la relazione diabete/udito ne viene influenzata. La presenza di ipoacusia può fungere da campanello d’allarme per la possibile comparsa del diabete, diagnosticandolo precocemente e senza rischi maggiori. Quindi, ribadiamo un aspetto da non sottovalutare: l’ipoacusia è un aspetto da osservare con attenzione vista anche la sua influenza col diabete.

Insomma, un buon controllo dell’udito, è bene farlo … almeno una volta l’anno (clicca) e prova direttamente!

Non ci sono commenti

Siamo spiacenti, in questo momento i commenti sono disabilitati.