impianti cocleari... per sentire "normalmente"
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impianti cocleari: cosa sono e quando servono …

impianti cocleari: cosa sono e quando servono …

Gli impianti cocleari sono degli strumenti di evoluta tecnologia in grado di riattivare una buona funzionalità dell’udito nelle persone affette da gravi e profonde sordità. Sono utili, anzi indispensabili per le sordità profonde acquisite (prevalentemente degli adulti) ma anche per le sordità congenite (quindi quelle riscontrate nei bimbi piccoli, o neonati).

Impianti cocleari: come sono fatti?

Gli impianti cocleari sono composti da un dispositivo elettronico munito di un multielettrodo terminale che viene inserito mediante intervento chirurgico all’interno della coclea. La sua funzione è quella di stimolare direttamente il nervo acustico riuscendo così a ripristinare la corretta percezione dei suoni in modo non dissimile delle persone normoudenti. La sua azione forte e precisa trova applicazione per le sordità profonde congenite e acquisite. È il rimedio indispensabile a quelle situazioni in cui i normali apparecchia acustici non riuscirebbero a garantire un risultato ottimale. Con questi apparecchi, la percezione verbale ritorna normale, garantendo così una vita felice agli adulti, ed una crescita senza handicap ai bambini/neonati.
Gli impianti cocleari si dividono in una parte interna che viene posizionata (chirurgicamente) sotto la cute nei pressi dell’orecchio, ed una parte esterna. La parte interna è un ricevitore/stimolatore, collegato ad un cavo di connessione e ad un multielettrodo che viene posizionato nella scatola timpanica della coclea. Questa soluzione garantisce la condizione di assoluta e necessaria vicinanza dei contatti elettrodici al nervo acustico.
La componente esterna invece, è composta da un microfono estremamente piccolo e da un processore, posizionati all’interno di un supporto molto simile nella forma a quello degli impianti acustici, da un cavo di collegamento e dal necessario trasmettitore.

Impianti cocleari: come funzionano?

Gli impianti cocleari hanno una funzione assai delicata e quindi necessitano di un’accentuata precisione. Il microfono riceve i suoni esterni e li invia al processore dove poi vengono elaborati e codificati. I suoni, oramai trasformati, vengono inviati al trasmettitore che li invia a sua volta (in onde radio di elevate frequenze) al ricevitore/stimolatore posto sotto la cute (parte interna). Da qui, poi, mediante il cavo multielettrodo inserito nella coclea, si determinano le sensazioni acustiche inviate alle aree acustiche centrali.

Impianti cocleari: quali sono i vantaggi?

Gli impianti cocleari possono essere applicati a qualsiasi età. Possono essere lo strumento indispensabile sia per bambini sotto i 2 anni, che per le persone anziane. Per le persone anziane è fondamentale l’ottimo stato di salute, un sano e corretto stile di vita ed una buona motivazione riabilitativa.
Mentre per i bambini basi dire che molti studi scientifici hanno confermato che le performance sono migliori nei bambini in cui è stato applicato l’impianto prima dei 2 anni.
Ci sono però alcune possibili disfunzioni di cui è bene preoccuparsi in anticipo. Ad esempio, quando c’è una disfunzione o agnenesia del nervo acustico. In questo caso la stimolazione elettrica a causa dell’interruzione periferica non può essere veicolata correttamente alle vie acustiche centrali. Un altro caso di possibile non ottimale funzionamento è quando vi è in atto una ossificazione cocleare, ad esempio causata da una meningite, da sordità causata da trauma cranico o da patologie flogistiche attive dell’orecchio.

Impianti cocleari: le fasi necessarie

Gli impianti cocleari vengono effettuati in anestesia generale per permettere l’inserimento indolore del multielettrodo nella scatola timpanica della coclea. Poi si fissa il ricevitore/stimolatore sulla teca cranica.
A tre settimane dell’intervento, questo è il tempo ritenuto necessario per la stabilizzazione della ferita, si procede con l’attivazione del dispositivo esterno.
Tutto ciò avviene con un preciso ‘programma personalizzato sul paziente. Infatti, questa è la fase forse più importante, la cosiddetta “mappatura o mappaggio”. Questa fase è la programmazione delle risposte del paziente al tipo di stimolo acustico ricevuto.
Tutto ciò va ripetuto per periodi di tempo ben definiti, fino al riscontro ottimale dei parametri di riferimento. Avviene, in pratica, la stabilizzazione bioelettrica tra gli elettrodi e le fibre neuronali e l’accettazione psicoacustica del paziente.
Poi, saranno sufficienti anche controlli annuali.

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