perdita uditiva sul lavoro: cosa fare per il riconoscimento della malattia
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Perdita uditiva sul lavoro: cosa fare per il riconoscimento della malattia professionale.

Perdita uditiva sul lavoro: cosa fare per il riconoscimento della malattia professionale.

La perdita uditiva sul lavoro si ha quando si subisce un trauma acustico. Molte volte, il trauma acustico è cronico. Ecco perché è una condizione invalidante riconosciuta dal sistema previdenziale INAIL.
Oggi è ancora una delle più diffuse malattie che si contraggono sul posto di lavoro.
La perdita uditiva sul lavoro può essere parziale o totale e viene definita ipoacusia da trauma acustico. La situazione che fa scaturire questo disagio è ovviamente l’esposizione prolungata ai rumori forti. Di solito si manifesta su tutt’e due le orecchie.

La perdita uditiva sul lavoro: malattia professionale?

La situazione necessaria per il riconoscimento della malattia professionale è quando la si contrae nello svolgimento di specifiche attività lavorative previste dalla legge. Oppure nell’espletamento di lavori accessori o complementari, purché svolte nello stesso ambiente.  Sono molte le attività lavorative riconosciute come causa della perdita uditiva sul lavoro. Su ognuna di esse vi sono poi alcune condizioni che ne determinano la sua riconoscibilità: idoneità al lavoro, utilizzo di tutte le misure previste per il lavoro in sicurezza, modalità attuative del lavoro secondo i criteri dettati dall’azienda stessa. Ma, fatte salve queste situazioni, vediamo come avviene il riconoscimento della malattia professionale.
Innanzitutto, il danno arrecato viene riscontrato e poi certificato dal Servizio di Igiene e Sicurezza del Lavoro dell’Asl. O in alternativa, a seguito di una visita specialistica richiesta dal proprio medico curante.
In questi casi, il lavoratore è tenuto a consegnare (al suo datore di lavoro) il certificato attestante l’ipoacusia entro e non oltre i 15 giorni dalla visita.
Poi, il datore di lavoro, ricevuta la richiesta, trasmette all’Inail la denuncia di malattia professionale entro 5 giorni dal ricevimento del certificato .. A questo allega le informazioni inerenti le attività che hanno scatenato la perdita uditiva sul lavoro, le mansioni svolte dal lavoratore, gli accertamenti fatti in azienda ed il relativo orario di lavoro.
Il passo successivo poi lo compie l’Inail che chiederà al datore del lavoro il documento aziendale di valutazione dei rischi per poi procedere con una richiesta al lavoratore di una visita di verifica.
Alla visita, il lavoratore dovrà portare con se:
  • libretto di lavoro
  • documentazione sanitaria inerente la patologia denunciata
  • accertamenti sanitari preventivi e periodici svolti in azienda
  • eventuali attestazioni di invalidità riconosciute in altri ambiti giuridici
Se  poi, la malattia denunciata non è prevista dall’Inail, l’ente potrà accertarsene tramite il Contarp (comitato di Consulenza tecnica di accertamento rischi e prevenzione sociale). Quest’organo eseguirà indagini ispettive nell’azienda quantificando l’esposizione al rumore a cui i lavoratori sono sottoposti. Naturalmente, sarà facoltà dell’Inail (assumendosi l’onere dei costi) di richiedere al lavoratore altri accertamenti sanitari.  Il lavoratore, poi potrà presentare opposizione alle decisioni prese dall’Ente producendo ricorso nei 3 anni e150 giorni successivi con decorrenza dal giorno dell’infortunio. Il procedimento in opposizione poi si considererà concluso nel termine di 150 giorni.

La perdita uditiva sul lavoro: come fare la giusta prevenzione?

La perdita uditiva sul lavoro potrà essere prevenuta con l’utilizzo delle attrezzature ambientali:
  • Caschi
  • Cuffie antirumore
  • Otoprotettori
  • Pareti fonoassorbenti
Udilife, assiste il lavoratore con la strumentazione necessaria ed ovviamente col test gratuito per effettuare un periodico controllo uditivo.
Per noi, la prevenzione fa parte dell’assistenza continua che offriamo a tutti i clienti.

 

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